BEN-HUR

USA - 1959 - Metro Goldwyn Mayer


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Crediti


Regia: William Wyler
Produzione: Sam Zimbalist
Sceneggiatura: Karl Tunberg
(da Tale of the Christ del Generale Lew Wallace)
Fotografia: Robert Surtees
Musica: Miklós Rózsa
Montaggio: John D. Dunning, Ralph E. Winters
Suono: Franklin Milton
Scenografia: William A. Horning, Edward C. Carfagno
Arredamento: Hugh Hunt
Fotografia speciale: Harold E. Wellman, Piero Portalupi
Costumi: Elizabeth Haffenden
Effetti speciali: A. Arnold Gillespie, Robert R. Hoag, Lee LeBlanc
Trucco: Charles E. Parker, Gabriella Borzelli
Supervisione Technicolor: Charles K. Hagedon
Assistente alla regia: Gus Agosti, Alberto Cardone
Ottimizzazione: Edward Woehler
Regia della II unità: Andrew Marton, Yakima Canutt, Sergio Leone


Non accreditati:

Regia della II unità: Mario Soldati
Sceneggiatura: Maxwell Anderson, Christopher Fry, Gore Vidal
Istruttore ippico: Glenn Randall
Orchestratore: Eugene Zador
Modellini: Mauro Zambuto




Cast


Charlton Heston ............................. Giuda Ben-Hur  

Jack Hawkins ...................................... Quinto Arrio  

Haya Harareet ................................................. Ester  

Stephen Boyd ............................................. Messala  

Hugh Griffith .................................. Sceicco Ilderim  

Martha Scott ................................................ Miriam  

Cathy O'Donnell .............................................. Tirza  

Sam Jaffe .................................................. Simonide  

Finlay Currie ........................................ Baldassarre  

Frank Thring ...................................... Ponzio Pilato  

Terence Longdon ........................................... Druso  

George Relph .............................................. Tiberio  

André Morell .................................................. Sesto  

Non accreditati:

Edward J. Auregul ................................... l'ateniese  

Ady Berber ................................................ Malluch  

Marina Berti ................................................. Flavia  

Hugh Billingsley ........................................... Mario  

Jerry Brown ........................................... il corinzio  

Robert Brown .......................... capo dei rematori  

Lando Buzzanca ..................... schiavo nel deserto 

Joe Canutt .................................................... auriga  

Otello Capanna .................................... il bizantino  

Emile Carrer .................................. rematore n° 28  

Richard Coleman ....................................... Metello  

Michael Cosmo .......................................Raimondo  

Alfredo Danesi ......................................... l'armeno  

David Davies ........................................... Questore  

Victor De La Fosse ............. ufficiale della flotta 

Mino Doro ...................................... Valerio Grato  

Michael Dugan ........................................ marinaio  

Dino Fazio .............................................. Marcello  

Enzo Fiermonte .................... ufficiale della flotta  

Giuliano Gemma ................... aiutante di Messala  

John Glenn .................................... rematore n° 42  

José Greci ............................. Maria, la Madonna  

Richard Hale ............................................ Gaspare  

Claude Heater ..................................... Gesù Cristo  

John Horsley ............................................... giudeo  

Bill Kuehl .................................................. soldato  

Duncan Lamont ............................................ Mario  

Howard Lang .......................................... portatore  

Stevenson Lang .......................................... il cieco  

John Le Mesurier .................................... il dottore  

Tutte Lemkow ....................................... il lebbroso  

Cliff Lyons .................................................. Lublon  

Luigi Marra ............................................. il siriano  

Ferdy Mayne ........................ Capitano della nave  

Tiberio Mitri ............................................. romano  

Aldo Mozele ............................................ marinaio  

Marie Ney .................................................. Miriam  

Thomas O'Leary ..................... giudice della corsa  

Remington Olmstead ... decurione della guardia  

Laurence Payne ..................................... Giuseppe  

Aldo Pial ................................................ cavaliere  

Aldo Pini ................................................... soldato 

Diego Pozzetto ........................................ abitante  

Hector Ross .................... ufficiale della guardia 

Maxwell Shaw .............................. rematore n° 43  

Noel Sheldon .................................... il centurione  

Aldo Silvani ............................. uomo di Nazareth  

Reginald Lal Singh .............................. Melchiorre  

Pietro Tordi .............................. aiutante di Pilato  

Ralph Truman ......................... aiutante di Tiberio  

Raimondo Van Riel ............................... il vecchio  

Dervis Ward ..................................... il carceriere  

Joe Yrigoyen ......................................... l'egiziano  




Dati tecnici e specifici


Genere:
Drammatico

Durata del film:
3h, 32 min.

Formato della pellicola:
65mm Super Panavision 70 in Tecnicholor

Data di uscita:
18 Novembre 1959
Riedizione: 1969 - 2001

Luoghi delle riprese:
Studi di Cinecittà, Roma - Tivoli - Anzio - Nettuno - Foligno - ITA

Remake:
Ben-Hur di Sidney Alcott (USA, 1907)
Ben Hur di Fred Niblo (USA, 1925)


Video sul mercato:
DVD - lingua italiana
Esiste in formato da 4 dischi, della WB Video/Turner Entertainment, in un cofanetto che comprende, per i primi due DVD il film, nel terzo la versione integrale di Ben Hur del 1925 e, nel quarto i contenuti speciali. Precedentemente, stampato un singolo in 'Double Face', sempre della WB/Turner.
VHS - lingua italiana
Fuori catalogo ma ugualmente reperibili in internet nel mercato dell'usato la singola videocassetta e la la confezione a due VHS, entrambe edite dalla MGM/UA.










Riconoscimenti artistici


PREMIO OSCAR
Film
Regia
Attore (Charlton Heston)
Attore non protagonista (Hugh Griffith)
Colonna sonora
Fotografia
Scenografia e arredamento
Costumi
Effetti speciali
Montaggio
Suono

Nomination all'Oscar
Sceneggiatura

DAVID DI DONATELLO
premio Attore straniero (Charlton Heston)
premio Casa produttrice (MGM)


GOLDEN GLOBES
premio Film drammatico
premio Regia
premio Attore non protagonista (Stephen Boyd)
premio Regia della II unità (Andrew Marton)


BRITISH ACADEMY AWARDS - GB
premio Regia

PREMIO REGIA E ASSISTENZA - USA
premio William Wyler, Gus Agosti, Alberto Cardone

PREMIO LAUREL - USA
premio Attore drammatico (Charlton Heston, Stephen Boyd, Hugh Griffith)

NATIONAL BOARD OF REVIEW - USA
premio Attore non protagonista (Hugh Griffith)

NEW YORK FILM CRITIC CIRCLE - USA
premio Miglior film

WINTERS GUILD OF AMERICA - USA
premio Soggetto drammatico (Karl Tunberg)





Trama



allarga l'immagine In Giudea, nel ventiseiesimo anno dell'impero di Tiberio Cesare, due amici d'infanzia, uno romano Messala e l'altro giudeo Ben Hur, vengono a contrasto su questioni ideologiche e religiose. Messala, giunto da poco a Gerusalemme con il grado di tribuno, è bramoso nel mettersi in evidenza e non bada a mezzi pur di raggiungere il suo scopo. Egli chiede al suo amico fraterno Giuda Ben Hur, un aristocratico e capo di una delle più importanti famiglie ebree della Palestina, di aiutarlo ad arrestare i dissidenti del posto. Naturalmente Giuda rifiuta la proposta del romano e tra i due l'amicizia s'interrompe bruscamente. Messala medita sul modo di riuscire ad incastrare Giuda; così facendo si metterebbe in evidenza di fronte ai suoi superiori e al popolo giudaico. L'occasione si presenta quando Valerio Grato, nuovo procuratore della Giudea, arriva a Gerusalemme. Durante la marcia tra le strade della città, il corteo passa sotto la casa di Ben Hur, il quale assiste all'avvenimento situato sul terrazzo assieme alla sorella Tirza. Improvvisamente una tegola mal messa cade e colpisce il governatore ferendolo. Subito i soldati irrompono nella sua casa e con loro Messala. Il tribuno fa arrestare tutti; manda Tirza e sua madre Miriam in carcere a vita e Giuda ai remi nella flotta da guerra romana a Tiro. Più che una condanna a morte.
Passano cinque anni e durante una battaglia navale Ben Hur salva la vita al console Quinto Arrio, il quale affezionandosi a lui lo adotta come figlio, gli attribuisce il suo nome e lo trasforma in illustre cittadino romano.
La nostalgia per la sua terra, il richiamo alla famiglia in carcere e soprattutto la sete di vendetta contro Messala, induce Ben Hur a far ritorno a Gerusalemme. Intanto Miriam e Tirza divenute lebbrose sono liberate e mandate in un lazzaretto fuori città. Giunto in patria, Giuda viene a sapere da Ester, la sua donna che ne ha atteso per anni il ritorno, che la madre e la sorella sono morte in carcere; ella vuol così evitare a Ben Hur ulteriori sofferenze. Giuda trova la vendetta il giorno della gran corsa delle bighe, dove nel circo di Gerusalemme si affrontano i migliori aurighi del mondo, Messala compreso. Non esiste legge nell'arena, perciò molti sono uccisi. Ben Hur guida un carro arabo e durante la gara, in una caduta, Messala muore calpestato dai cavalli; ma prima di spirare confessa a Ben Hur la verità sulla sorte della madre e la sorella. Giuda ritrova, con l'aiuto di Ester, Miriam e Tirza ormai morente e le riporta a casa. Durante il tragitto, i quattro incontrano la processione che accompagna Gesù al calvario. Ben Hur si ferma da solo mandando a casa le tre donne. Dopo aver assistito alla Crocifissione rientra nella sua abitazione e trova sia la madre sia la sorella guarite dalla lebbra. Attraverso la famiglia degli Hur e mediante questo miracolo si compie la prima conversione al cristianesimo.


Recensione



vai alla scheda di William Wyler Il più famoso e pluripreniato film della storia del cinema e nello specifico genere dell'historical-movie. Ben-Hur si può definire un film d'immagine e d'attori, di spettacolarità e contenuto, trascinato da circa 500 caratteristi (ben 365 parlanti e 73 ufficialmente accreditati) e oltre 60.000 comparse. Le sequenze visive ad ampio raggio fanno la parte del leone e grazie a loro apporto questo capolavoro ha raggiunto i massimi vertici di popolarità.
Per Ben-Hur, si decise di dare una svolta epocale ad un genere sempre espresso in funzione della magniloquenza visiva. Quindi, unione d'intenti sia nelle immagini che nel contenuto. Per questo motivo furono scelti come interpreti perfettamente calzanti alla storia narrata. Charlton Heston, che sostituì il più affermato Burt Lancaster il quale aveva rifiutato la parte, Jack Hawkins il solo attore di successo presente nel cast, Stephen Boyd co-protagonista del film, ma sorpassato nei titoli del film da Hawkins per "motivi gerarchici" (obbligato tra l'altro a mettersi le lenti a contatto marrone, imposte da qualche consulente storico che sosteneva la tesi secondo la quale "i romani non potevano avere occhi celesti"), un sorprendente Hugh Griffith e nel ruolo femminile la sconosciuta attrice israeliana Haya Harareet con una decina di film in carriera. Willyam Wyler, favorevolmente impressionato dalla performace in I Dieci Comandamenti (1956, di Cecil B. DeMille), decise di affidare il ruolo di protagonista a Charlton Heston, già da lui diretto in un ruolo da non protagonista l'anno prima nel superwestern Il grande paese. Rifiutò Kirk Douglas, il quale, infuriato, pensò bene di controbattere questa produzione allestendo personalmente un altro kolossal 'romano', Spartacus, da lui stesso prodotto e interpretato.
Il film è strutturato su cinque sequenze memorabili: i forzati ai remi, la battaglia navale e, naturalmente, la famosissima corsa delle bighe o, meglio definite, quadrighe; oltre, la straordinaria scena del lebbrosario e quella della Via Crucis. Si vocifera che il regista William Wyler, ossessionato dalla sequenza della corsa (giovanissimo, fu aiuto regista di Fred Niblo nel Ben Hur del '25) decise di dirigere il film proprio per realizzare questa scena.
La sceneggiatura fu scritta da Karl Tumberg, inizialmente orribile e nell'insieme molto deprimente, al punto che Wyler chiese l'intervento di tre penne illustri, Chritopher Fry, Maxwell Anderson e, soprattutto, Gore Vidal, i quali, cestinando l'originale, riscrissero daccapo l'intera sceneggiatura. Tumberg rimase tra gli accrediti ma non vinse l'Oscar (Wyler gli fece una campagna negativa) e fu l'unico nelle complessive 12 nomination a non riceverlo.
Le riprese del film durarono circa un anno, monopolizzando interamente Cinecittà. La lavorazione andò avanti non senza travagli e momenti di panico totale, in particolare per la scena della corsa delle bighe. Dopo mesi di preparativi al Circo Massimo, nel cuore di Roma, quando l'installazione dell'impianto scenografico era ormai ultimata e tutto era pronto per essere filmato, arrivò il contordine dalla sovraintendenza che bloccò le riprese. Si decise allora di trasferire il tutto al circo di Massenzio, con ulteriore perdita di tempo e soprattutto di denaro. In questa situazione di caos indescrivibile trovò la morte il produttore Sam Zimbalist, stroncato da infarto probabilmente causato dallo stress emotivo portato dai continui accadimenti.
La corsa delle bighe è la sequenza più famosa della storia del cinema; 32 minuti senza interruzione, che per una scena d'azione costituisce un record. Occorsero tre mesi per completarla e all'inizio sorse un altro problema, occorrevano quattro purosangue totalmente bianchi e in Italia non esistevano. Dopo frenetiche ricerche, che fecero perdere altro tempo, i cavalli furono individuati in Cecoslovacchia e da qui fatti arrivare via treno.
Finalmente iniziarono le riprese. Wyler, molto esigente con i direttori della fotografia, pretese inquadrature da tutti i settori possibili dell'arena, compres quelle dall'alto. Il regista voleva immagini dense di crudo realismo. Per la prima volta in un film s'incominciano a vedere effetti truculenti come sangue, braccia e gambe mozzate, scene fino allora considerate off-limits dalla ferrea censura americana in generale e dalla "pia" Metro Goldwyn Mayer in particolare.
La sequenza della caduta dalla biga di Charlton Heston, o meglio del suo stuntman Joe Canutt, è reale; frutto di un incidente che nel suo sviluppo dava un'impressione visiva notevole, tale che infine fu deciso di inserirla nel film.
La battaglia navale fu girata in interni nelle due piscine di Cinecittà, con appropriato uso di modellini in scala disegnati da Mauro Zambuto e orchestrati dal mago dei trucchi Arnold Gillespie. A questo proposito, bisogna tenere conto che il film è datato 1959, quando le tecniche di realizzazione per gli effetti speciali non erano all'avanguardia come oggi, dove la grafica computerizzata è divenuta l'elemento centrale nella concretizzazione di un film. Di notevole spessore visivo i forzati che remano incatenati alle galere a ritmo di tamburo.
La figura di Cristo (non si vede mai il volto) aleggia nella pellicola a ricordo che il soggetto di riferimento del film, pur nella drammaticità d'eventi e situazioni, è lui. Si è voluto dare, pur in una situazione tipicamente religiosa, un tono d'assoluta drammaticità ad una vicenda realista (il conflitto tra due amici d'infanzia ormai adulti) e adatta in qualsiasi tempo e circostanza. Entrambi sono alle prese, uno con l'idealismo patriottico ancorato rigidamente alle origini della sua terra invasa dai conquistatori e l'altro con sete di potere e tale bramosia, che pur di arrivare ai fini prestabiliti non bada a mezzi termini per raggiungerli. Su quest'aspetto ruota l'intera vicenda, l'amicizia, il dolore, la sublimazione della vendetta e infine la conversione, non intesa soltanto come viatico religioso ma soprattutto come rispetto della propria e altrui dignità in senso laico.
A tale proposito Gore Vidal ci ricamò sopra. Lo scrittore descrisse l'amicizia tra Ben Hur e Messala come un rapporto tra due gay; ed anche se nessuno si accorse di questa sottigliezza, ciò mandò su tutte le furie Wyler, al punto che il regista troncò di netto l'amicizia con lo sceneggiatore. Tra l'altro il solo Stephen Boyd era a conoscenza di questa variazione e sul set si comportò di conseguenza. Seguendo attentamente le fasi iniziali del film si può costatare, in alcune circostanze, lo sguardo di smarrimento di Charlton Heston a fronte della gestualità di Boyd.
La recitazione è sulle righe, con uno straordinario Heston, un già sopra citato Griffith, oltre ad un notevole numero di bravi caratteristi, tutti su libro-paga della MGM. Scenografia e costumi corrispondono in parte alla tradizione secolare della casa produttrice. In questo caso però è evidente una certa sobrietà della messa in scena. La ricostruzione dei set non è certo paragonabile ai precedenti film targati MGM dove, grazie all'apporto del re dell'art direction Cedric Gibbon ormai deceduto, il contorno era disegnato con novizia di particolari e amalgamato in una sorta di pomposa e magniloquente rappresentazione. Per curiosità, lo sfondo usato nei titoli di testa (Il giudizio universale) fu riutilizzato nel 1965 per Il tormento e l'estasi di Carol Reed, con Charlton Heston nel ruolo di Michelangelo.
Sommando i vari parametri di realizzazione è facile individuare il trionfo dell'estetico sul concreto, anche se la notevole fluidità del racconto crea un perfetto connubio tra "esteriorità" e "soggetto", raggiungendo una simbiosi così perfetta tale da poter dimostrare che l'uno non può fare a meno dell'altro; ed è un caso raro se non unico in un impianto narrativo colossale.
Presente nel cast anche Mario Soldati, che si occupò della corsa assieme al veterano degli stuntman Yakima Canutt e suo figlio Joe. Senza accrediti figurano attori italiani come Giuliano Gemma, Lando Buzzanca e Marina Berti. Le voci dei narratori appartengono a Walter Pidgeon per l'edizione originale e Gino Cervi per quell'italiana. Consulente per il technicolor non più il bravissimo Henri Jaffa, ma Charles K. Hagedon e la differenza si vede. In tempi recenti, il tecnico Patrizio Corrado ha rielaborato elettronicamente il colore delle immagini.
I capolavori assoluti nella storia del cinema sono difficilmente elencabili, per tantissimi motivi ma soprattutto per la diversità esistente tra un genere e un altro. Il kolossal (che non è un genere ma un'identificazione ben precisa di un tipico linguaggio cinematografico) da sempre è stato oggetto di recensioni molto negative da parte della critica e spesso a ragione. Questi film si sono da sempre prodotti badando poco ai contenuti e molto alla sostanza. Nella loro realizzazione, scenografia, costumi, arredamento, colonna sonora, trucco, effetti speciali e la partecipazione di decine di migliaia di comparse la facevano da padrone, relegando in secondo piano il soggetto e la sceneggiatura, vera essenza di un film. Addirittura, gli attori e in qualche caso persino i registi, potevano risultare elementi trascurabili; e questo da sempre, dai muti di Griffith e DeMille d'inizio secolo per arrivare ai Titanic e Il Gladiatore dei nostri giorni. Non sempre però è accaduto questo. Ci sono le eccezioni che confermano la regola e il Ben-Hur del 1959 n'è il classico esempio.

Curiosità - Il nome dei quattro cavalli del carro di Ben Hur portano nomi di stelle: Aldair, Aldebaran, Antares e Rigel.



Colonna sonora



vai alla scheda di Miklòs Ròzsa Senza l'imperiosa colonna sonora di Miklòs Ròzsa, asse trainante del film, Ben-Hur avrebbe riscontrato lo stesso successo? Chi lo sa, ma è quasi obbligatorio chiederselo.
In termini di pura analisi musicale non è in assoluto la migliore composizione di Ròzsa, anche se detiene il record di un numero incredibile d'incisioni discografiche che a tutt'oggi continuano ad essere proposte. E' sicuramente il lavoro più completo e considerato nell'insieme, il punto d'arrivo per il compositore ungherese; il massimo per quando si possa ottenere da una partitura per film. Tre ore di musica, settantaquattro temi, quattro marce, innumerevoli fanfare, oltre due anni di tempo occorsi per completarla. Nel film, soltanto ventisette minuti, su oltre tre ore e mezzo, sono privi di musica e, in particolare, a riferimento nella famosa sequenza della corsa delle bighe, sviluppata senza alcun commento musicale proprio per dare maggior valenza alle immagini trascinate soltanto dagli effetti sonori; caso unico di una scena d'azione senza musica.
Nella pellicola, lo score è talmente protagonista al punto che, in sede di montaggio fu necessario accorciare o addirittura eliminare alcune scene, proprio per dar spazio alle sequenze musicali nella loro interezza. Persino il leone ruggente della MGM appare a fermo immagine, decisione adottata per non sovrapporre e disturbare le note del prologo; primo e solo caso nella storia della Metro Goldwyn Mayer.
La magniloquente processione che accompagna i carri nel giro d'onore nel circo, è un tema già timidamente accennato da Ròzsa in Quo Vadis del 1951 (nella parte finale, all'arrivo di Galba a Roma); qui il compositore lo estende, miscelando fiati e percussioni in un'armonia di suono perfetta e talmente rigida nella struttura da non poter mai sconfinare nella grossolaneria. Marce e fanfare hanno da sempre rappresentato il limite per qualsiasi musicista; ben pochi hanno saputo amministrare le tonalità musicali e renderle credibili senza sfociare nella rozzezza. Il compositore fa riferimento a musica d'epoca in due circostanze; usa melodie ebraiche per realizzare parte dei titoli di testa e il ritorno di Ben Hur in Giudea e musica romana, o meglio greca, nella sequenza del festino in casa di Arrio. Poi la pagina della traversata nel deserto dove il maestro spinge l'orchestra a dissonanze acute molto vibranti.
Il tema chiave della partitura è quello dei rematori, costruito su un'accelerazione di tempi scanditi da un timpano; ma anche la pagina della Via Crucis è notevole, attraverso una strumentazione di prim'ordine, Ròzsa riesce a rappresentare nella tragicità dell'evento, il "dolore".

Info - Discografia
L'incisione discografica della musica del film ha ottenuto nel corso degli anni un numero sbalorditivo d'incisioni. Vale la pena ricordare solo le migliori. Per i CD: Soundstage, Koch, Sylvia America, London, Naive Pavil (concerto) Prometheus, Varese Sarabande (doppio), Rhino Records (triplo), Aldebaran (triplo), mentre tra gli LP sono raccomandati i marchi RCA e MGM. Ultima uscita nel 2012: 5 CD (comprensivi di adattamenti versione Kloss e Savina) editi dalla FSM.


CD Concerto - Naive Pavil CD Sylvia America CD London
3CD Aldebaran LP MGM 3CD Rhino Records



Original track music: Anno Domini (28 sec. 223 KB wav)
Original track music: Titoli (0.32 sec. 267 KB wav)
Original track music: Legioni romane (0.26 sec. 210 KB wav)
Original track music: Amicizia (0.31 sec. 245 KB wav)
Original track music: L'odio (0.29 sec. 233 KB wav)
Original track music: Schiavi ai remi (0.54 sec. 224 KB wav)
Original track music: Trionfo (0.25 sec. 198 KB wav)
Original track music: Gerusalemme (0.40 sec. 315 KB wav)
Original track music: Sfilata delle quadrighe (0.42 sec. 330 KB wav)
Original track music: Via Crucis (0.48 sec. 356 KB wav)




Foto Gallery


Oltre il poster, la Gallery comprende un'ampia rassegna fotografica commentata, tratta da alcune tra le più importanti sequenze del film.


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Video Clip


Scena chiave

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(La tegola)





Sequenza famosa

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(Corsa delle quadrighe)






Frase celebre

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(Messala - Ben Hur)






Frase celebre

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(Ben Hur - Ponzio Pilato)