Regia: Giovanni Pastrone
Produzione: Giovanni Pastrone
Sceneggiatura: Giovanni Pastrone, Gabriele D'Annunzio
(dal un'opera di Tito Livio)
Fotografia: Segundo De Chomon, Giovanni Tomatis, Augusto Battaglioni, Natale Chiusano, Carlo Franzeri
Musica: Ildebrando Pizzetti, Manlio Mazza
Montaggio: Giovanni Pastrone
Scenografia: Gabriele D'Annunzio
Didascalie: Gabriele D'Annunzio
Trucchi visivi: Segundo De Chomon
Luoghi delle riprese: Stabilimenti Itala, Torino - ITA (interni) Coste settentrionali d'Africa - Alpi occidentali - Sicilia (esterni)
Sequel: Maciste di Giovanni Pastrone (1915 - ITA)
Video sul mercato: DVD - lingua italiana
Non è mai stata stampata alcuna versione del film in DVD. Al contrario, il disco è presente nel mercato statunitense, ma abilitato in Regione 1 (USA/Canada) con sistema NTSC. VHS - lingua italiana
Fuori catalogo la cassetta del film edito da Mondadori Video. Di difficilissima reperibilità. Presente nel mercato USA la VHS sempre con sistema NTSC.
Trama
Nel III secolo a.C. durante l'ultima guerra punica, la piccola Cabiria è rapita dai Fenici che la vendono ai Cartaginesi, i quali vogliono immolarla al dio Moloch. Il romano Fulvio Axilia, con il suo amico Maciste la sottrae al sacrificio, riuscendo a farla fuggire. Gli anni passano e mentre Annibale valica le Alpi, Siracusa è presa d'assedio dei romani che sono respinti grazie agli specchi ustori di Archimede che bruciano la flotta repubblicana. Intanto Cabiria, fattasi adulta, giunge alla corte di Sofonisba, regina idumea, che ha ripudiato il marito Massinissa unitosi ai romani per convivere con Siface, uno dei luogotenenti di Asdrubale e fratello di Annibale. Frattanto Scipione sbarca in Africa e al suo seguito c'è Fulvio Axilia. Questi, venuto a conoscenza che Cabiria è schiava di Sofonisba avverte il suo amico Maciste; entrambi, dopo la vittoriosa battaglia di Zama, liberano la fanciulla restituendole la libertà sottrattagli al tempo dai cartaginesi.
Recensione
Giovanni Pastrone (prese il nome dannunziano di Piero Fosco) attua per la prima volta la "carrellata", vale a dire la macchina da presa piazzata su una piattaforma mobile; brevetto dell'operatore Segundo de Chomon, realizzato per la francese Pathè. Le riprese avvengono in movimento e non più a immagine fissa, dando alla scena grande profondità di spazio. Fu una vera e propria rivoluzione, tanto da influenzare geni del cinema hollywoodiano come Cecil B.De Mille e Dark W.Griffith. Questa tecnica, in ogni modo, non era totalmente sconosciuta; nei primi anni del cinema era talvolta usata per le sequenze in interni e lo stesso Griffith, in Il medico di campagna (1909), sperimentò qualcosa di simile nella scena finale al riguardo delle distese paesaggistiche; ma è noto che il regista americano molto prese da Cabiria quando realizzò Nascita di una nazione (1915) e Intolerance (1916).
Pastrone che già si era misurato con il genere storico nel 1912 (La caduta di Troia), ebbe immediatamente la sensazione dell'enorme successo che Cabiria avrebbe riportato in tutto il mondo, tanto che fece tradurre in francese, inglese e tedesco i sottotitoli del film. Ad occuparsi del commento scritto fu Gabriele D'Annunzio con le famose "didascalie vergate"; enfatiche frasi scritte con accentuato lirismo, un'innovazione questa (mai apportata prima d'ora) che contribuì a dare maggior pregio all'intera opera. Sui manifesti originali del film il suo nome compare a caratteri cubitali, più ancora evidenti di quello del regista (in taluni casi assente); operazione questa che doveva garantire maggiore pubblicità all'evento vista la popolarità che il poeta godeva nei cinque continenti. La sceneggiatura è originale anche se riferita a scritti dello storico Tito Livio da come recita il prologo del film, "visione del terzo secolo a.C."
Cabiria con il suo fasto e spettacolarità, diede un'impronta notevole alle grandi produzioni "colossali" che videro l'Italia ai primi posti nell'incremento dei lungometraggi e nella loro distribuzione all'estero; anche se bisogna rilevare che fu Quo Vadis? di Enrico Guazzoni dell'anno precedente a dare il via ufficiale al genere storico-kolossal.
Il film costò la cifra incredibile di due milioni (dei primi del secolo); questi soldi, tuttavia, non erano investiti per stipendiare gli interpreti (la loro parcella era relativamente bassa) ma servivano a pagare gli scenari e i costumi, allora costosissimi. Il divismo vero e proprio era ancora al di là da venire; ad esempio l'attore Bartolomeo Pagano, scaricatore al porto di Genova, fu assunto per interpretare il ruolo di Maciste dietro compenso di alcune monete d'oro.
La copia in circolazione, quella che noi vediamo oggi (in home-video ad esempio) non è l'originale del 1914, la cui durata sfiorava le quattro ore (4800 metri di pellicola) poi ridotte nel corso degli anni secondo diversi criteri di distribuzione. Una restaurazione approntata da Pastrone nel 1931, include nel nastro effetti sonori e sostituisce il monocromatismo dei tre colori (rosso verde e blu) con una policromia di dodici (tale differenza tra i due formati è possibile notarla nella sezione Foto Gallery).
L'incredibile successo di Cabiria spinse Pastrone a realizzare un seguito nell'anno successivo con Maciste (Barlomeo Pagano protagonista), ma le attese non superarono le promesse; il film fu un infelice insuccesso.
Colonna sonora
La musica originale è opera di Manlio Mazza su direzione di Ildebrando Pizzetti. Bisogna tener conto che nel primo ventennio del secolo i film muti erano accompagnati da musica "sul posto"; in altre parole eseguita direttamente in sala di proiezione (il più delle volte per pianoforte). Di conseguenza la tonalità variava secondo l'interpretazione data dai musicisti del luogo dove il film era proiettato. Ad esempio nella versione americana l'arrangiamento è opera del compositore Joseph Carl Breil, autore tra l'altro delle musiche di Nascita di una nazione ed Intolerance. Tutto questo fino alla riedizione curata dal regista Giovanni Pastrone del 1931; quando con l'avvento del sonoro, oltre gli effetti anche la musica fu magnetizzata nel nastro. A tale proposito fu inserita la celebre Sinfonia del Fuoco di Ildebrando Pizzetti a commento della sequenza del sacrificio a Moloch ed eseguita per pianoforte da Jacques Gauthier; edizione curata da Luigi Avitabile.
Info - Discografia
Parte della traduzione della colonna sonora è stata incisa su CD dalla Marco Polo. Undici minuti di musica relativa alla Sinfonia del fuoco; Susanna Stefani (piano) e Boris Stasenko (baritone) coro e orchestra diretta da Oleg Caetani. Il CD contiene altre composizioni di Ildebrando Pizzetti.
Original track music: Sacrificio a Moloch (0.30 sec. - 236 KB wav)
Foto Gallery
Oltre il poster, la Gallery comprende un'ampia rassegna fotografica commentata, tratta da alcune tra le più importanti sequenze del film.