Regia: Joseph L. Mankiewicz
Produzione: Walter Wanger
Sceneggiatura: Joseph L. Mankiewicz, Sidney Buchman, Ranald MacDougall
(da "La vita e il tempo di Cleopatra" di Charles Maria Franzero, "Giulio Cesare" e "Antonio e Cleopatra" di William Shakespeare, "Cesare e Cleopatra" di G. Bernard Shaw e da scritti di Plutarco, Svetonio e Appiano)
Fotografia: Leon Shamroy
Musica: Alex North
Montaggio: Dorothy Spencer
Scenografia: John DeCuir, Herman A. Blumenthal, Boris Juraga, Maurice Pelling, Jack Martin Smith, Elven Webb
Arredamento: Walter M. Scott, Paul S. Fox, Ray Moyer
Suono: James Corcoran, Bernard Freericks, Fred Hynes, Murray Spivack
Costumi: Vittorio Nino Novarese (uomini), Renié (donne), Irene Sharaff (Elizabeth Taylor)
Casting: Stuart Lyons
Trucco: Alberto De Rossi, Robert J. Schiffer, Vivienne Walker (Elizabeth Taylor)
Regia della II unità: Ray Kellogg, Andrew Marton
Effetti speciali: L.B. Abbott, Emil Kosa Jr.
Consulente al colore: Leonard Doss
Coreografie: Hermes Pan
Direzione musicale: Alex North, Lionel Newman (associato)
Non accreditati:
Regia: Rouben Mamoulian, Darryl F. Zanuck
Sceneggiatura: Ben Hecht
Montaggio: Elmo Williams
Orchestrazione: Henry Brant, Herbert W. Spencer, David Tamkin
Cast
Elizabeth Taylor ................................. Cleopatra
Richard Burton ............................. Marc'Antonio
Rex Harrison ............................... Giulio Cesare
Pamela Brown ............................... Sacerdotessa
George Cole ............................................ Flavio
Del Russel ........................... Caesarion a 7 anni
Meri Welles ...................... ancella di Cleopatra
Dati tecnici e specifici
Genere: Storico
Durata del film: 3h, 12 min. / 4h, 4 min.
Formato della pellicola: 65mm Cinemascope - Colore De Luxe
Data di uscita: 12 Giugno 1963 Riedizione: 1990
Luoghi delle riprese: Inghilterra - Spagna - Egitto - Italia (Anzio, Ischia, Roma)
Remake: -esclusi Film-TV, animazione, commedie e genere satirico- Cléopâtre (di Georges Méliès, FRA 1899) Anthony and Cleopatra (di J. Stuart Blackton e Charles Kent, USA 1908) Anthony and Cleopatra (di Henri Andréani, FRA 1910) Cleopatra (di Charles L. Gaskill, USA 1912) Marcantonio e Cleopatra (di Enrico Guazzoni, ITA 1913) Cleopatra (di J. Gordon Edwards, USA 1917) Le perle di Cleopatra (di Guido Brignone, ITA 1920) Cleopatra (di Cecil B. De Mille, USA 1934) Cesare e Cleopatra (Caesar and Cleopatra di Gabriel Pascal, ING 1945) Gli amori di Cleopatra (Serpent of the Nile di William Castle, USA 1953) Le legioni di Cleopatra (di Vittorio Cottafavi, ITA 1959) Una regina per Cesare (di Piero Pierotti e Viktor Tourjan, ITA 1962)
Sequel: -esclusi Film-TV, animazione, commedie e genere satirico- Il figlio di Cleopatra (di Ferdinando Baldi, ITA 1964) All'ombra delle piramidi (Anthony and Cleopatra di Charlton Heston, SPA 1973) Anthony and Cleopatra (di Lawrence Carra, USA 1983)
Video sul mercato: DVD - lingua italiana
Cofanetto a 3 dischi. I primi due riguardanti il film, il terzo dedicato ai contenuti speciali. Annunciato, in data da definire, nuovo DVD con aggiunta di scene escluse dal montaggio originale e proposto nell'interezza della durata complessiva, 6 ore VHS - lingua italiana
Singolo fuori catalogo e difficilmente reperibile, se non attraverso riedizioni allegate a settimanali e riviste. In internet, presente nel mercato dell'usato
Riconoscimenti artistici
PREMIO OSCAR Fotografia Scenografia e arredamento Costumi Effetti speciali
Nomination all'Oscar Colonna sonora Attore (Rex Harrison) Colonna sonora Montaggio Suono Produzione
AMERICAN CINEMA EDITORS - USA nomination Montaggio
LAUREL AWARDS - USA premio Soggetto drammatico
NATIONAL BOARD OF REVIEW - USA premio Attore (Rex Harrison)
Trama
Nel 50 a.C. in Egitto, re Tolomeo ripudia la sorella Cleopatra cacciandola da Alessandria. Giulio Cesare, dopo aver sconfitto Pompeo al termine di una cruenta guerra civile interviene personalmente e tramite la sua autorità destituisce Tolomeo dalla carica di faraone e nomina Cleopatra unica sovrana d'Egitto. Il rapporto tra i due è molto forte e con il passare del tempo diventa passionale. Cleopatra da a Cesare un figlio, Cesarione; ma questa situazione non è ben vista a Roma dove i senatori temono per le sorti della repubblica. Cesare difatti, vuole il potere assoluto; una volta eletto imperatore egli potrà nominare suo figlio come legittimo erede. Cesare ritorna a Roma e poco tempo dopo Cleopatra, con il bimbo, lo raggiunge. Cassio e Bruto ordiscono la congiura e uccidono il dittatore, mentre Cleopatra è costretta ad un precipitoso rientro in patria. A Filippi, Marco Antonio dopo tre anni di battaglie, trionfa contro i cospiratori e a questo punto l'impero è tripartito con Ottaviano e Lepido.
Passa del tempo e l'attrazione che Marco Antonio nutre per Cleopatra si fa sempre più intensa. I due s'incontrano e decidono di vivere assieme in Egitto.
A Roma, nel frattempo Ottaviano sobilla il senato contro Marco Antonio ed infine, accusandolo di tradimento, gli dichiara guerra. La battaglia navale di Azio decreta la fine di Antonio e anche quella di Cleopatra; entrambi moriranno suicidi nel mausoleo dell'ultima regina d'Egitto.
Recensione
Il soggetto del film, molto sfruttato dall'avvento del cinema, è tra quelli che più di altri ha contribuito ad infondere gran fervore creativo tra i cineasti di mezzo mondo. In questo caso però siamo fuori strada. L'errore di Mankiewicz fu quello di voler far apparire i personaggi in una dimensione letteraria su sfondo spettacolare; il massimo dell'incongruenza per la lettura di un drammatico e storico ménage a tre.
Il fallimento derivò proprio a causa dell'impostazione sbagliata data al lavoro. Il voler a tutti i costi interagire tra epos e melodramma fu un rischio pagato a caro prezzo. Lo spettatore non rispose granché, come al contrario si aspettava, ormai stanco di essere sommerso dal solito gigantismo storico-spettacolare. Tra l'altro, il lancio pubblicitario non mantenne le promesse iniziali. Di veramente spettacolare c'è ben poco; all'infuori di due scene riguardanti l'arrivo di Cleopatra a Roma e la battaglia navale; per le rimanenti tre ore e mezzo di proiezione non c'è alcuna traccia della presunta "grande dimensione visiva". Poi l'eccessivo risalto dato al personaggio principale, Cleopatra. La predisposizione non è basata sul voler far apparire la regina d'Egitto nel suo splendido fulgore, quanto poter esaltare la bellezza di Elizabeth Taylor come attrice. La "Liz", prima attrice del cinema il cui ingaggio è pagato con un assegno di 1.200.000 dollari, malgrado cambi 65 vestiti (record tutt'ora imbattutto), disegnati appositamente da Irene Sharaff per un costo di 130.000 dollari (escluso l'importo complessivo di 110.000 dollari per gli oltre 27.000 costumi di scena creati da Oliver Massel) e si serva di un make-up personale (Vivienne Walker), ottiene il risultato di assomigliare neanche a se stessa; piccola di statura, sproporzionata nella fattezza fisica ha, dalla sua, due occhi splendidi ma rovinati da un trucco pesante, frettolosamente esemplificato da bassorilievi egizi.
Analizzandolo settorialmente, il film non è privo in ogni caso di aspetti positivi. Mankiewicz, pur usando i mezzi e le convenzioni tipiche della narrativa kolossal, costruisce il suo progetto drammaturgo partendo da due storie d'amore e attraverso sintesi di base diametralmente opposte, le raffigura come elemento principale del lavoro. L'intrigante love tra Cesare e Cleopatra è gestito in chiaro stile broadwayano; una pittoresca commedia dove domina, almeno nella prima parte ironia e istrionismo. Più crudo e drammaticamente tragico il tema di Marc'Antonio e Cleopatra; l'analisi storica passa attraverso il sentimento e tramite una visione epica di gusto tipicamente shakespeariano.
In definitiva il film ha si uno stile da scorribanda, ma possiede una forma drammatica accettabile.
"La saga del molto" è fin troppo esplicita: molto lungo (la durata integrale era di 4 ore e 4 minuti, recentemente riproposta dalla Fox in DVD in atesa di quella completa - 6 ore circa - prevista per il 2010), molto tempo per completare la lavorazione (4 anni), troppi soldi spesi per realizzarlo (budget: 44 milioni di dollari; la Fox ci rimise oltre 50 milioni e a conti fatti rischiò seriamente la catastrofe), molti capricci tra Elizabeth Taylor e Richard Burton, molto lunga la finta malattia che colpì proprio la Taylor, molto disordine tra regia e produzione, molto sfarzo per una storia intimistica. Per non parlare delle incomprensioni, del caos e dei licenziamenti. A riprese ben iniziate il regista Robert Mamoulain fu sostituito da Mankiewicz il quale si ammalò di esaurimento nervoso, Richard Burton prese il posto di Stephen Boyd e Rex Harrison (litigioso come non mai) quello di Peter Finch.
Le scenografie furono usate in seguito per realizzare filmacci e filmettini italiani in costume, tra i quali "Totò e Cleopatra" e altre demenzialità del genere.
Colonna sonora
Oltre due ore e mezzo di musica, che Alex North ebbe la possibilità di comporre e dirigere attraverso una folta e possente orchestra (a livello cinematografico senza alcun precedente).
North sperimenta di fatto nuove tecniche di percussione attraverso una rettifica degli strumenti da lui stesso apportata.
La disperazione di Marco Antonio è descritta in un'innalzarsi di percussioni e ottoni; stesso movimento che North utilizza a commento del tema chiave che non è poi altro che l'arrangiamento dall'overture.
I due temi d'amore, Cesare-Cleopatra e Antonio-Cleopatra, per nulla convenzionali rappresentano senza dubbio il pezzo forte della partitura. Nel primo è riscontrabile come North, partendo da un ritmo rigido e schematico (Cesare), usi da contraltare una complicata miscela di suoni confluendo poi in una soluzione mimica e soave. Nel secondo tema, dove la strumentazione si mette a servizio di una fluente e raffinata inclinazione esotica, la leggerezza e l'armonia delle note sono preminenti in una malinconica e drammatica sintesi descrittiva.
La musica nel suo insieme possiede una costante oscillazione verso il modernismo. Visto il genere del film, mai partitura fu più elaborata di questa e nella logica intellettuale del compositore essa è frutto di una ricerca quasi ossessiva dell'originalità. Tale composizione (o l'anti-Ben Hur) lasciò un marchio di fuoco negli ideali dei giovani compositori emergenti (la tragedia finale di Antonio costruita, su assolo di violino, darà ad Ennio Morricone validi motivi nel commento musicale di Per un pugno di dollari , 1964 di Sergio Leone) .
North segna l'inizio di un nuovo concepimento della musica per film, rinnovando uno stile che per oltre trent'anni e nel mondo, era stato ad esclusivo appannaggio del classicista e per alcuni aspetti revisionista, Miklos Rozsa.
Alex North pur conquistando la nomination non vinse l'Oscar (John Addison per Tom Jones), tra l'altro da lui mai conquistato, se non quello per la carriera nel 1985. Un'incomprensione con i membri dell'Academy, o semplicemente una punizione per aver stravolto il conservatorismo hollywoodiano?
Info - Discografia
Recentemente sono stati immessi sul mercato discografico tre CD; dalla tedesca Tsumani nel 1997 in limited edition di 2222 copie numerate e dalla Varese Sarabande nel 2001, questo, un doppio album comprendenti anche le musiche tagliate dalla versione originale del film. Il terzo CD, il migliore, distribuito dalla Soundstage con le musiche originali risalenti ai nastri di registrazione. Esiste, ma in pratica introvabile, un LP con incisi soltanto sette track music, arrangiati dal compositore nel 1966 e come prassi dell'epoca, non conformi all'originale dei nastri.
Original track music:Titoli(1.23 - 656 KB wav) Original track music:Epilessia(32 sec. 253 KB wav) Original track music:Cesare e Cleopatra(26 sec. 203 KB wav) Original track music:Tragedia di Antonio(27 sec. 218 KB wav)
Foto Gallery
Oltre il poster, la Gallery comprende un'ampia rassegna fotografica commentata, tratta da alcune tra le più importanti sequenze del film.
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Video Clip
Scena chiave
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(Arrivo di Cleopatra)
Frase celebre
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