Regia: Ridley Scott
Produzione: David H. Franzoni, Branko Lustig, Douglas Wick
Sceneggiatura: David H. Franzoni, John Logan, William Nicholson
Fotografia: John Mathieson
Musica: Hans Zimmer, Lisa Gerrard
Montaggio: Pietro Scalia
Suono: Bob Beemer, Scott Millan, Ken Weston
Scenografia: Arthur Max, Keith Pain
Arredamento: Jille Azis, Elli Griff, Sonja Klaus, Crispian Sallis
Casting: Louis DiGiaimo, Pia Zammit
Costumi: Janty Yates
Effetti speciali e visivi: Tim Burke, Neil Corbould, Rob Harvey, John Nelson
Trucco: Paul Engelen, Graham Johnston
Orchestrazione: Bruce Fowler, Ladd McIntosh, Yvonne S. Moriarty
Montaggio della colonna sonora: Adam Milo Smalley
Cast
Russell Crowe ............ Maximus Decimus Meridus
Nicholas McGaughey ........ Ufficiale dei pretoriani
Chris Kell .................................................... Scriba
John Quinn .................................................. Valerio
Alun Raglan ............................ Guardia pretoriana
Chick Allen ................................ Capo dei germani
David Nicholls ........................................ Il gigante
Al Ashton ........................ Allenatore dei gladiatori
Ray Calleja ............................. Attendente di Lucio
Gianina Facio ........................... Figlia di Maximus
Giorgio Cantarini ...................... Figlio di Maximus
Dati tecnici e specifici
Genere: Storico
Durata del film: 2h, 35 min.
Formato della pellicola: 35mm anamorfico Panavision in Technicolor
Data di uscita: 4 Maggio 2000
Luoghi delle riprese: USA, Inghilterra, Marocco, Malta, Italia
Remake: La caduta dell'impero romano (The Fall of the Roman Empire, USA 1964 di Anthony Mann)
Video sul mercato: DVD - lingua italiana
Triplo DVD in Extended Edition con i primi due dischi relativi al film e il terzo a notevoli contenuti speciali. VHS - lingua italiana
Reperibile la cassetta in Widescreen della Universal Video.
Riconoscimenti artistici
PREMIO OSCAR Film Attore (Russell Crowe) Costumi Effetti speciali visivi Suono
Nomination all'Oscar Regia Attore non protagonista (Joaquin Phoenix) Sceneggiatura Colonna sonora Fotografia Montaggio Scenografia e arredamento
GOLDEN GLOBES - USA premio Colonna sonora premio Film premio Colonna sonora nomination Regia nomination Attore (Russell Crowe) nomination Attrice non protagonista (Connie Nielsen)
ACADEMY OF SCIENCE FICTION, FANTASY & HORROR FILMS - USA premio Film premio Film premio Regia premio Attore (Russell Crowe) premio Sceneggiatura premio Colonna sonora premio Costumi
AMERICAN CINEMA EDITORS - USA premio Montaggio
ASCAP FILM AND TELEVISION MUSIC AWARDS - USA premio Colonna sonora
AMERICAN SOCIETY OF CINEMATOGRAPHERS - USA nomination Fotografia
BLOCKBUSTER ENTERTAINMENT AWARDS - USA premio Attore (Russell Crowe) premio Attore non protagonista (Joaquin Phoenix) nomination Attori non protagonisti (Djimon Hounsou, Connie Nelson)
BAFTA AWARDS - USA premio Film premio Fotografia premio Montaggio premio Scenografia nomination Regia nomination Attore (Russell Crowe) nomination Attori non protagonisti (Joaquin Phoenix, Oliver Reed) nomination Sceneggiatura nomination Colonna sonora nomination Effetti speciali visivi nomination Costumi nomination Suono nomination Trucco
BROADCAST FILM CRITICS ASSOCIATION AWARDS - USA premio Film premio Attore (Russell Crowe) premio Attore non protagonista (Joaquin Phoenix) premio Colonna sonora premio Fotografia premio Scenografia
CHICAGO FILM CRITICS ASSOCIATION AWARDS - USA nomination Colonna sonora nomination Fotografia
CINEMA AUDIO SOCIETY - USA premio Film
GOLDEN SATELLITE AWARDS - USA premio Colonna sonora premio Fotografia premio Effetti speciali visivi nomination Film nomination Regia nomination Attore (Russell Crowe) nomination Attrice non protagonista (Connie Nielsen) nomination Montaggio nomination Scenografia nomination Costumi
GRAMMY AWARDS - USA nomination Colonna sonora
LAS VEGAS FILM CRITICS SOCIETY AWARDS - USA premio Colonna sonora premio Montaggio premio Effetti speciali visivi premio Costumi premio Regia nomination Realizzazione in DVD nomination Regia nomination Attore (Russell Crowe) nomination Attori non protagonisti (Joaquin Phoenix, Connie Nielsen) nomination Sceneggiatura nomination Fotografia
MTV MOVIE AWARDS - USA premio Film nomination Attore (Russell Crowe) nomination Attore non protagonista (Joaquin Phoenix nomination Sequenze d'azione
MOTION PICTURE SOUND EDITORS - USA premio Effetti sonori nomination Suono
NATIONAL BOARD OF REVIEW - USA premio Attore non protagonista (Joaquin Phoenix) premio Scenografia e arredamento
ONLINE FILM CRITICS SOCIETY AWARDS - USA nomination Attore (Russell Crowe) nomination Attore non protagonista (Joaquin Phoenix) nomination Colonna sonora nomination Fotografia nomination Montaggio nomination Produzione in DVD nomination DVD extra
PGA GOLDEN LAUREL AWARDS - USA premio Produzione
SCREEN ACTORS GUILD AWARDS - USA nomination Attore (Russell Crowe) nomination Attori non protagonisti (Joaquin Phoenix, Richard Harris, Djimon Hounsou, Derek Jacobi, Connie Nielsen, Oliver Reed)
SOCIETY OF MOTION PICTURE AND TELEVISION ART DIRECTORS - USA premio Assistenza alla regia
WORLD STUNT AWARDS - USA premio Stunt
YOUNG ARTIST AWARDS - USA nomination Attore (Spencer Treat Clark)
EUROPEAN FILM AWARDS nomination Regia
EMPIRE AWARDS - ING premio Film premio Attore (Russell Crowe) premio Attrice non protagonista (Connie Nielsen) nomination Regia
LONDON FILM CRITICS CIRCLE AWARDS - ING premio Attore (Russell Crowe) nomination Film nomination Regia
GOLDEN SCREEN - GER premio Film
Trama
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Nell'anno 180 dopo Cristo, Il generale romano Maximus sconfigge le tribù germaniche ribelli sulle rive del Danubio. L'imperatore Marco Aurelio, presente sul campo, ha in mente di nominarlo suo erede sul trono di Roma; ma il figlio legittimo, Commodo, prima ancora che la nomina diventi pubblica uccide il padre e poi fa sterminare la famiglia di Maximus. Il generale sfugge miracolosamente all'assassinio ma, una volta arrestato e ridotto in schiavitù, è condannato a vita come gladiatore nel Colosseo a Roma. Qui, cerca la vendetta contro Commodo, ben conscio che per ottenerla, dovrà diventare il re dei ludi, vale a dire il gladiatore più forte del mondo. La vita di Maximus procede in tale ottica, fin quando la sua fama giunta ormai all'apice della popolarità, lo trascina ad affrontare nell'arena lo stesso Commodo. Dopo un duello cruento, l'imperatore è ucciso e con lui muore il regno del terrore che egli stesso aveva instaurato. Muore anche Maximus a seguito delle ferite riportate durante il combattimento; ma ben felice di raggiungere moglie e figlio nel regno dell'aldilà.
Recensione
Ritorno in primo piano per Ridley Scott, con un film storico annunciato come evento straordinario del terzo millennio. Un prodotto che, nell'enfasi programmatica, avrebbe dovuto riaprire il ciclo historical movie, genere di gran successo negli anni cinquanta. In realtà, lo stesso discorso fu fatto nel 1994, all'uscita di Stargate, soprannominato all'epoca kolossal degno, se non superiore per spettacolarità, a Ben-Hur del 1959. Ma il clamore suscitato, martellato dai media per mesi e nell'imminente uscita del film, si è poi rilevato in sostanza un autogol tra i più clamorosi. Il gladiatore è un misto di pseudo-storia e finzione. Sullo schermo scorrono immagini che non dicono nulla di vero, anzi la storia è un semplice pretesto per contornare un film che vive di spettacolarismo continuo e prolungato, con due fasi preminenti: l'iniziale battaglia con i germani e i combattimenti al Colosseo. Prodotto che sostanzialmente non dice nulla, ma fa vedere molto. Ammirevole per tecnica, mediocre nel contenuto, svaria in un itinerario narrativo sviluppato nel segno della vendetta, con accenni al valore etico, alla morale, al breve cammino terreno viatico dell'etermità.
Un anno di tempo per completarlo e una spesa di 107 milioni di dollari. Tre location a disposizione - Malta, Marocco, Inghilterra - riprese superbe, con un incredibile numero di piani sequenza, abilmente concertati e amalgamati con maestria in fase di montaggio. Il lavoro più delicato riguarda l'applicazione degli effetti speciali, vera attrattiva del film, i quali occupano per due terzi l'intero budget produttivo, realizzati dalla Computer Grafic in Inghilterra, con ausilio della Dreamworks di Steven Spielberg. Il meccanismo è perfetto e sfocia, come detto, nelle due sequenze principali. La battaglia, quella dell'apertura, che nell'impianto direttivo ricalca per molti versi la stessa di Salvate il soldato Ryan (riprese da telecamere a velocità doppia), è sicuramente il pezzo forte; malgrado la visione offra i soliti e caotici corpo a corpo, che causarono ferimenti sul set anche all'attore protagonista Russell Crowe. Le comparse che si prestano alla scena sono poco meno di duemila, ma grazie ai trucchi visivi che le sdoppiano, diventano oltre centomila. L'impatto visivo carico di spettacolarità è ineccepibile. Stesso sistema è usato per gli spettatori al Colosseo (con la tigre ammaestrata), e per le legioni imperiali schierate all'arrivo di Commodo al Palatino in una nagica sequenza in penombra.
Fin qui il lato saliente e corretto della pellicola. Nella sintassi del film emergono a ripetizione anacronismi, errori di maniera e altre ottusità francamente risibili ed esagerate in un simile ambiente. Scritte latine sbagliate, striscioni da stadio al Colosseo, il suo errato posizionamento, balestre in mano ai barbari, costumi da operetta, sono soltanto alcuni, dei tanti, tantissimi esempi negativi presenti nel film; come le sequenze in flashback al ralenty, concretamente fuori luogo. Per alcune scene, Ridley Scott, da sua stessa ammissione, ricorda di essersi ispirato ad un dipinto ottocentesco di Jean Leon Gerome e sospinto soprattutto dalla favorevole impressione a lui destata (e solo a lui) da La caduta dell'impero romano del 1964. Per cui l'impianto narrativo è la fotocopia del film di Anthony Mann, con aggiunte storiche arbitrarie e intromissioni nel melodramma. Ciò che realmente Scott propone, è creare in un film due mondi concatenati ma sostanzialmente dissimili (concetto innato nel regista) con interesse prevalente sulla forma più che sulla sostanza (Alien, Blade Runner); egli offre un quadro scenografico di riflesso, un gioco post moderno per la società-spettacolo e il consumismo, che a suo dire è quello che più interessa lo spettatore. Un concetto a dir poco avvilente, dettato da un'ideologia di pensiero che il regista adottò giovane nel campo pubblicitario.
Il cast annovera, ad attori di rilievo, altri emergenti e altri di passaggio. Russell Crowe è l'attrattiva maggiore; l'interprete neozelandese già ammirato in Insider, da sfoggio di pratica e adattamento in qualsiasi ruolo, al contrario, di Joaquin Phoenix forza eccessivamente la mano in un Commodo fin troppo accigliato e pieno di turbative psicologiche. Poi i divi, pur in ruoli secondari: Richard Harris e Oliver Reed (morto prima che il film terminasse e fatto resuscitare per alcune sequenze finali dalla Computer Grafic) danno prova di superba professionalità, pur annoiandosi in maniera evidente.
Il film ha ricevuto molti elogi e innumerevoli critiche, ma quello che conta maggiormente sta nell'incasso ai botteghini, con una somma totale che si aggira intorno ai 500 milioni di dollari.
Colonna sonora
Accompagnamento musicale sui generis del tedesco Hans Zimmer, il compositore maggiormente richiesto sul mercato cinematografico americano. Il musicista, inventore della fusione tra sintetizzatori elettronici e grande orchestra sinfonica, è piegato dalla volontà produttrice e in parte dai desideri di Ridley Scott, il quale intendeva avvalersi per Il gladiatore di uno score pomposo, magniloquente, in perfetto stile kolossal anni '50. Il risultato è poco più che mediocre. Una partitura tronfia che possiede in due brani (la battaglia iniziale e i giochi circensi) le qualità migliori. Zimmer riesce in ogni modo ad infondere nel tema romano, a mò di marcia (viole e celli), una particolare sensazione che molto si configura con la storia del declino imperiale. Lo spazio d'ascolto è occupato quasi per intero dalla composizione di Zimmer, ma esistono alcune sequenze (famiglia, solitudine, ricordi) dove la musica è opera dell'australiana Lisa Gerrard (del duo con Brendan Perry per il famoso CD/DVD Dead Dan Dance 1981), la quale compone i temi intimistici con squisita raffinatezza e gran senso dell'arte. Alcuni brani, a sottofondo dei dialoghi, appartengono al deus ex machina di Zimmer, Klaus Badelt.
Info - Discografia
Di ottima qualità i due CD con le musiche relative. Entrambi della Polygram; il primo uscito nel 2000 con 17 brani; l'altro. l'anno seguente con l'aggiunta di "Now we are free" di Lisa Gerrard, un mix sul tema di Maximus. La musica in entrambi i dischi è diretta da Gavin Greenaway.
Original track music: Battaglia 0.30 - 236 KB wav Original track music: Impero 0.30 - 236 KB wav Original track music: "Now We Are Free" 0.30 - 236 KB wav
Foto Gallery
Oltre il poster, la Gallery comprende un'ampia rassegna fotografica commentata, tratta da alcune tra le più importanti sequenze del film.