I QUATTRO CAVALIERI DELL'APOCALISSE
The Four Horsemen of the Apocalypse - Drammatico - USA - 1921 - Metro Pictures Corporation



  • Regia
    Rex Ingram
  • Cast
    Rodoflo Valentino, Alice Terry, Pomeroy Cannon, Josef Swickard, Wallace Beery, Brinsley Shaw, Alan Hale, Bridgetta Clark, Mabel Van Buren, Nigel De Brulier, Bowditch M. Turner, John St. Polis, Mark Fenton, Virginia Warwick, Derek Ghent, Stuart Holmes, Jean Hersholt, Henry Klaus, Edward Connelly, Georgia Woodthorpe, Kathleen Key
  • Sceneggiatura
    June Mathis
    (dal romanzo di Vicente Blasco Ibáñez)
  • Fotografia
    John F. Seitz

  • Ricco allevatore argentino, capostipite di una grande famiglia, cura i propri interessi, quelli dei parenti e ama la pace, la libertà e un nipote prediletto. Alla sua morte, gli eredi si trasferiscono in Europa e allo scoppio della Prima Guerra Mondiale due cugini si arruolano negli eserciti degli stati che li ospitano; uno in Francia, l'altro in Germania. Il loro incontro sul fronte di battaglia sarà fatale; il favorito dal ranchero sarà ucciso dal suo stesso sangue.
    E' il primo, vero successo di Rodolfo Valentino, da qui lanciato verso le alte vette della popolarità internazionale. Film di guerra e d'amore, celebrato nel drammatismo poetico del romanzo, con riferimenti a un fosco passato e ad un futuro incerto e tenebroso. I quattro cavalieri, rappresentati in doppio cromatismo, sono le figure simboliche della rovina: Guerra, Peste, Fame, Morte. Opera grandiosa e solenne, costruita sulla sceneggiatura di June Mathis, pezzo da novanta nell'era del silent-movie; tra l'altro fu l'artefice del successo di Valentino, da lei voluto dopo averlo ammirato in Eyes of Youth. Budget per gli anni '20 impensabile: oltre 800mila dollari, ma incassò ben 4 mioni. Durata complessiva di 150 minuti, che per un muto può apparire eccessiva; ma il film non annoia neppure oggi; anzi, all'epoca entusiasmò le platee di tutto il mondo con incassi strabilianti al punto che la Metro Pictures, acquistando fama e prestigio (e soprattutto denaro), si trasformò in breve tempo in Metro Goldwyn Mayer, lo studios americano più importante del periodo. Remake posticcio nel 1962 diretto da Vincente Minnelli con Gleen Ford e Lee J. Cobb, sempre prodotto dalla MGM.

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