LA SORGENTE DEL FIUME
Trilogia I: To livadi pou dakryzei - Drammatico - GRE/ITA/GER/FRA - 2004
Greek Film Center/Istituto Luce/ERT/ZDF/arte France Cinéma



  • Regia
    Theodoros Angelopoulos
  • Cast
    Alexandra Aidini, Nikos Poursadinis, Giorgos Armenis, Vassilis Kolovos, Eva Kotamanidou, Toula Stathopoulou, Michael Yannatos, Thalia Argiriou, Grigoris Evangelatos
  • Sceneggiatura
    Theodoros Angelopoulos, Petros Markaris, Tonino Guerra, Giorgio Silvagni
  • Musica
    Eleni Karaindrou
  • Fotografia
    Andreas Sinanos

  • All'inizo degli anni '20, all'entrata dell'Armata Rossa a Odessa, i rifugiati stranieri sono costretti a rientrare nei propri paesi d'origine. Due giovani amanti con due figli sono costretti a separarsi. Lei, rimasta sola cresce i ragazzi, i quali divenuti adulti si troveranno a combattersi su opposte fazioni nelle trincee della Seconda Guerra Mondiale.
    Prima parte della trilogia poetica di Anghelopulos, che parte dagli anni venti per poi concludersi alle soglie del secolo appena passato. Come per altri suoi film precedenti (Passaggio nella nebbia, Lo sguardo di Ulisse) il regista accentua i toni del drammatismo artistico firmando un lavoro che raccoglie identità, soggetti e puntualità storiche, riversando nelle circa tre ore di durata un cronologico resoconto di fatti accompagnato dal soggetto presente di tre personaggi, inseriti nella narrazione come sostentamento ad un opera, tutto sommato, di livello semi-documentaristica e formalmente riversata in un ottica di pensiero che richiama modelli nostalgici in una lunga sinfonia radicata su concetti primitivi come acqua, terra, vita. Tocca i temi della cultura migratoria, dipingendo l'Europa come terra dei movimenti di massa e delle confluenze verso altri continenti. Passione e dramma si determinano in funzione della conflittualità politica del momento, che poi è artefice dei cambiamenti storici e dei sistemi di vita. E' un film che può incantare per la sublime arte dell'inquadratura, del maniacale ricorso al piano sequenza, dei tempi morti non fini a se stessi ma che accentuano la qualità delle immagini. Può annoiare chi dal cinema vuole concretezza e non poesia, ma Anghelopulos, regista greco da sempre fuori degli schemi canonici, si deve accettare per ciò che è, oppure ignorarlo completamente.

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    Prologo
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    Esodo
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    Memorie
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