Omaggio ad Alessandro Blasetti

Alessandro Blasetti E' stata appena inaugurata al Museo di Roma Palazzo Braschi in Trastevere, e resterà aperta dal 19 giugno al 15 settembre, una mostra dedicata ad Alessandro Blasetti dal titolo "Alessandro Blasetti, il mestiere del cinema". La galleria è organizzata dall'Assessorato alle Politiche Culturali Comune di Roma e dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali, con la collaborazione del Comitato Alessandro Blasetti. Un omaggio dovuto e una lodevole iniziativa, nei riguardi del regista italiano più famoso e padre del neo classicismo, in una nazione come l'Italia dove la cultura cinematografica è pressoché nulla e tutto e tutti sono sbrigativamente dimenticati in nome di un modismo sclerotico dettato dai tempi correnti. La mostra è interessantissima; foto, manifesti, locandine originali di quasi tutti i suoi film, oggetti usati dal maestro durante la carriera, costumi, diari, e molto altro ancora. Un pezzo di storia che snoda il suo itinerario attraverso eloquenti testimonianze; dal Blasetti giornalista del 1923 fino al termine della sua carriera. Da vedere.

Alessandro Blasetti nasce a Roma il 3 luglio del 1900. Di estrazione liberale, influenzato dal futurismo, dopo gli studi alla Sapienza nel 1925 inaugura la prima rubrica di critica cinematografica "Lo schermo", per fondare l'anno seguente la rivista "Il mondo e lo schermo" in collaborazione con Renzo Cesana. Dopo l'apprendistato giornalistico Blasetti approda alla regia con il suo primo film, Sole del 1929, un muto distribuito dalla Augustus, società di produzione da lui stesso fondata.Amedeo Nazzari e Clara Calamai in La cena delle beffe, 1941 Da qui in avanti il regista tratterà la sua filmografia spaziando su vari generi; dallo storico-epico (1860, '30 - La contessa di Parma, '37 - Ettore Fieramosca, '38 - Un'avventura di Salvator Rosa, '39 - La corona di ferro '41 - Fabiola '48 - Altri tempi, '52 - Simon Bolivar, '81) al drammatico (Vecchia guardia, '34 - La cena delle beffe '41 - Un giorno nella vita '46) alla commedia (Retroscena '39 - 4 passi tra le nuvole, 42 - Nessuno torna indietro '43 - Prima comunione '50 - Peccato che sia una canaglia, '54 - La fortuna di essere donna '55 - Io, io, io… e gli altri '65) al cinema d'evasione (Nerone '30) al documentario (Europa di notte '59). E' stato anche regista televisivo (da La lunga strada del ritorno '62 a Venezia: una mostra per il cinema '81) e teatrale (da Spettacolo di massa o 18BL '34 a Molecoton en almibar '67). Blasetti è comparso come attore in due film e sempre recitando il ruolo di regista: in Bellissima (1951) di Luchino Visconti e in Una vita difficile (1961) di Dino Risi. In quarant'anni di carriera il maestro ha ricevuto diversi riconoscimenti artistici: Nastro d'argento per Un giorno nella vita '46 e Prima comunione '50, (anche sceneggiatura); David di Donatello Io, io, io… e gli altri '65; Mostra cinematografica di Venezia per i film La corona di ferro '41 e Prima comunione '50, oltre il Leone d'oro alla carriera '82. Muore a Roma, tra l'indifferenza generale, nel 1987.



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