56a EDIZIONE DEL FESTIVAL DI CANNES

Si è conclusa la 12 giorni di Cannes (la maratona più lunga delle rassegna cinematografiche) tra veleni, polemiche e boicottaggi. Un festival dominato dall'ordine geo-politico e influenzato dai rapporti tesi tra Bush e Chirac. Il blocco dei grandi major all'invio in Europa delle super star ha, di fatto seppellito Cannes, rilanciando per il futuro il Festival di Venezia, dietro potente sostegno degli americani. I francesi hanno risposto come potevano; ignorando Nicole Kidman e trascurando del tutto Clint Eastwood, vero sconfitto del festival, che pure aveva disobbedito all'egida USA presentandosi ugualmente in Costa Azzurra.



Neanche il cinema francese ha comunque trionfato così come quello italiano - entrambi poveri d'idee e soprattutto di autori - ma questo è un discorso vecchio che però, nel corso del tempo, si sta facendo pericolosamente obsoleto. Almeno c'è la soddisfazione di Pupo Avati con il suo Il cuore altrove, che pur ignorato dalle giurie è stato accolto trionfalmente, specie in Inghilterra (che mai importa film italiani) a suon di denari ai botteghini, come dimostra l'attuale terzo posto al box office nazionale e scalato dal 39° nel giro di una sttimana. Un fatto senza precedenti.



PALMA D'ORO


  • ELEPHANT Gus Van Sant
  • GRAN PREMIO


  • UZAK di Nuri Bilge Celyan
  • MIGLIOR REGIA


  • GUS VAN SANT per Elephant
  • MIGLIOR ATTORE


  • MUZAFFER OZDEMIR e MEHMET EMIN TOPRAK per Uzak
  • MIGLIOR ATTRICE


  • MARIE-JOSEE' CROOZE per Le invasioni barbare
  • MIGLIORE SCENEGGIATURA


  • DENIS ARCAND per Le invasioni barbare
  • CAMERA D'OR


  • RECONSTRUCTION di Christoffer Boe
  • PREMIO DELLA GIURIA


  • ALLE CINQUE DEL POMERIGGIO di Samira Makhmalbaf



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    Kolossal a confronto - 2002/2004