Il 22 agosto 2002 Leni Riefensthal compie un secolo di vita. Una vita trascorsa al servizio del cinema e della fotografia, passione quest'ultima che l'ha accompagnata sino ai giorni nostri. Infatti, proprio in coincidenza del suo compleanno, la più discussa regista tedesca festeggerà l'evento con l'uscita del suo ultimo film, Impressionen unter Wasser, un documentario girato sott'acqua.
Il pubblico, diviso, ricorda la Riefensthal come ingegno e talento, ma non può dimenticare il servizio prestato al Terzo Reich negli anni bui della parte centrale dell'ultimo secolo. Hitler rimase talmente affascinato dalla sua creatività che subito in lei vide la figura simbolo della fiorente Germania nazista. Leni lavorò per il partito nazionalsocialista in pratica a tempo pieno, filmando il congresso del 1934 Il Trionfo della volontà e, soprattutto, il famoso documentario sulle Olimpiadi di Berlino del 1936, Olimpia, premiato al Festival di Venezia e considerato un capolavoro di tecnica oltre che un notevole viatico comunicativo. Nel dopoguerra, prosciolta dalle accuse di collaborazionismo, la Riefensthal si dedicò molto alla fotografia, in particolare a quella subacquea, realizzando numerosi documentari naturalisti. Ventenne, è stata anche attrice spregiudicata in alcuni film sperimentali; La tragedia di Pizzo Palù girato a quaranta gradi sotto zero, Tempeste sul Monte Bianco dove scalava rocce ripidissime con scarpe da ginnastica.
Attiva sino ad oggi e soprattutto lucida nel pensiero, la regista sembra abbia fatto ammenda con il passato dichiarando più volte, attraverso le molteplici biografie scritte su di lei, ultima quella di Lutz Kinkel, come doveva piegarsi alle costrizioni impostele dal regime; il suo odio per Goebbels, il "maledetto giorno" in cui incontrò Hitler, l'inconsapevole" appoggio dato ad un governo criminale. Difficile crederle. Una persona che nega l'esistenza dell'olocausto non può certo essere considerata attendibile, visto, tra l'altro che proprio in questi giorni la Procura di Francoforte ha aperto un fascicolo su di lei proprio in relazione a certe sue dichiarazioni, che in Germania sono considerate reato; non certo grave, ma pur sempre reato.
Sta di fatto che nessuno può dimostrarne il contrario e lei, enigmatica centenaria è seduta là, sulla poltrona nella sua casa di Berlino dove nacque nel 1902, con i ricordi e forse anche con i suoi incubi.
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