Si è conclusa la 60ma rassegna del festival di Venezia e non senza polemiche. Vince, meritatamente, il film russo Il ritorno, del giovane regista esordiente Andrei Zvjagintsev. Film molto europeo, differente nel significato al cinema hollywoodiano dove tutto si conclude, qui il lavoro lascia spazio a interrogativi finali.
Ma nella serata delle premiazioni, la nota dolente è rappresentata dalla totale (o quasi) esclusione dai podi del cinema italiano. Soprattutto il film Buongiorno, notte di Marco Bellocchio, all'infuori del riconoscimento per la miglior sceneggiatura, è stato praticamente ignorato. Se è bene o male in non riconoscimento all'opera del regista romagnolo è difficile a dirsi, in special modo dopo averlo visionato. Il film, ritorna sul periodo degli anni bui del terrorismo italiano, analizzando quello che fu il rapimento Moro e, più di tutto, quello che poteva essere l'epilogo della vicenda. A prima vista può sembrare un'opera datata, con un'inutile predisposizione verso l'illogicità storica circa l'eventuale liberazione dello statista. Tra l'altro, anche il ritratto psicologico dei terroristi delle BR lascia molto a desiderare. E' tuttavia un buon film, analitico quanto si vuole, ma nulla più. Bellocchio ha ringraziato la giuria per il premio accordatogli alla sceneggiatura, ma con una punta di veleno ha preferito disertare il Lido restando a Roma, al cinema Eden, per essere vicino al suo pubblico, quello che non ha smesso un istante di rendergli omaggio con lunghe file ai botteghini.
E le polemiche infuriano. La critica al sistema delle premiazioni adduce che un film, re al box office, non può essere ignorato da una rassegna di prestigio, come in questo caso Venezia. Scorda però, che i grandi incassi non determinano certo la qualità. Tanto per fare un esempio: l'americano Dredd - La legge sono io con S. Stallone, nel 1995 sbaragliò la concorrenza piazzandosi al primo posto in America, ma non vinse certo l'Oscar, anzi non fu nominato in nessuna categoria se non quella dei Razzies (peggiori film). Nel turbinio delle polemiche emergono alcune proposte, molte di queste assai bizzarre, come quella di due giurie separate e una di queste, composta da spettatori paganti (!). Un po' come avviene per la televisione. All'auditel, vista come macchina infernale e, a ragione, unica responsabile del deterioramento televisivo, da anni si cerca di contrapporre una ricerca d'ascolti che possa premiare la qualità dei programmi. Siamo alle solite.
I vincitori:
Leone d'oro
IL RITORNO di Andrej Zvjagintsev
Gran premio della giuria
AQUILONE di Randa Chahal Sabbag
Premio speciale per la regia
ZATOICHI di Takeshi Kitano
Coppa Volpi miglior attore
SEAN PENN per 21 grammi
Coppa Volpi miglior attrice
KATJA RIEMANN per Rosenstrasse
Premio per l'apporto personale di singolo rilievo
MARCO BELLOCCHIO per Buongiorno, notte
Premio Marcello Mastroianni per giovane attore
NAYAT BESSALEM per Raya
Premio opera prima Luigi De Laurentiis
IL RITORNO di Andrej Zvjagintsev
Premio speciale alla regia per Controcorrente
MICHAEL SHORR per Schultze Get De Blues
Leone d'argento per il cortometraggio
NEFT di Murad Ibragimbekov