Pittore folle uccide la moglie col veleno dopo averla ritratta in una tela che annuncia la sua fine imminente. La passa liscia, si risposa con un'altra donna e prova subito a modellarla in un altro quadro, ma nel frattempo s'innamora di una giovane vicina di casa. Quando decide di uccidere anche la seconda moglie, lei scopre la trappola e lo inchioda con l'intervento della polizia.
Ruolo atipico, se non ambiguo per Humphrey Bogart, sicuramente fuori dal suo cliché consuetudinario, quindi sprecato. E' comunque un thriller a tratti avvincente, almeno nell'impostazione, che ricalca l'omonima comedy in due atti di Martin Vale (scritta nel 1931 e in cartellone a Broadway per 3 anni, dal 1943 al 1945), da cui è tratto. Pressato in una continua rincorsa al colpo di scena, obbliga gli attori a uno smisurato esercizio teatrante, attraverso personaggi mai approfonditi nella loro vera essenza. La regia di Peter Godfrey non è all'altezza per due calibri come Bogart e la Stanwyck. Coinvolge al massimo solo nel finale. Prodotto da Mark Hellinger, che tentò a più riprese di non farlo uscire nelle sale, ma dovette cedere dietro forti pressioni di Jack Warner.
USA - 1947
Regia
Peter Godfrey
Sceneggiatura
Thomas Job dalla piéce di Martin Vale Fotografia
J. Peverell Marley Musica
Franz Waxman Cast
Humphrey Bogart
Barbara Stanwyck
Alexis Smith
Nigel Bruce
Isobel Elsom
Patrick O'Moore