Cast:
John Wayne
Jeffrey Hunter
Vera Miles
Ward Bond
Natalie Wood
John Qualen
Olive Carey
Dorothy Jordan
Sceneggiatura: Frank S. Nugent
(dal romanzo di Alan Le May)
Musica: Max Steiner
Fotografia: Winton C. Hoch
Original Track Music
(1.00 - 476 kb Wav)
Nel Texas, a ridosso della Guerra Civile, banda di Comanches stermina un'intera famiglia e rapisce l'unica superstite, una bimba di otto anni. Lo zio, Ethan Edwards, in compagnia del nipote, per 5 anni non da tregua ai rapitori; poi, finalmente, trova la piccola ormai cresciuta e quel che più gli preme, il capo indiano autore del massacro.
Osannato e, al tempo stesso criticato per via dell'oggettività razzista realisticamente espressa in almeno un paio di sequenze - le revolverate negli occhi ai cadaveri indiani e i calci nel sedere a una squaw che non obbedisce - attraverso la predominante figura di John Wayne, è, ad ogni modo, tra i migliori western di John Ford e sicuramente tra i primi 10 in assoluto nella storia del cinema. Straordinario nel valore dell'immagine, il film scorre nella paesaggistica fordiana e concretizza i punti di forza nel distinguo narrativo, tortuoso nell'identificazione del personaggio chiave, tormentato dalla solitudine e da un accanimento razziale che tenta di eliminare, tuttavia senza riuscirci perché insito nell'effettiva irremovibilità tra la cultura bianca e quella indiana. Una stupenda galleria di personaggi accompagna una storia perfettamente congegnata nell'asse ormai consolidato del cinema di John Ford: dramma, ironia e spettacolarità non si sovrappongono, ma viaggiano conformi nel tormento descrittivo di una racconto che per certi versi identifica la vera natura del regista. Molte le sequenze memorabili; tra tutte, quella finale dove John Wayne, nuovamente solo, attaccato ai cardini della porta di una casa che non vorrebbe mai lasciare, è costretto dalla propria indole a riprendere quel percorso asociale, non tanto dettato dalla vendetta, quanto da un odio profondo ormai radicato.