Il cielo può attendere
(1943, Heaven Can Wait)
La storia del dottor Wassel
(1944,The Story of Dr. Wassell)
La settima croce
(1944, The Seventh Cross)
La casa della 92 strada
(1945, The House on 92nd Street)
Onde insanguinate
(1945, Johnny Angel)
Uno scandalo a Parigi
(1946, A Scandal in Paris)
Doppia vita
(1947, A Double Life)
La rivolta
(1950, Crisis)
La gabbia di ferro
(1950, Outside the Wall)
Un rantolo nel buio
(1973, A Reflection of Fear)
L'uccello tutto nero
(1975, The Black Bird)








GOLDEN GLOBES
L'ingenua maliziosa



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Il suo vero nome era Signe Eleonora Cecilia Larsson. Attrice svedese naturalizzata americana. Semplice, non esuberante, dotata di carisma e forte personalità ma priva di quel sex-appeal tanto necessario per far breccia nel pubblico dell'epoca. Proprio per questa sua bellezza non smagliante, si è vista negare dal contesto hollywoodiano quel salto di qualità verso il divismo, relegata quasi sempre in ruoli di caratterista e solo in sporadici casi in veste di protagonista. Iscritta da bambina, a soli 13 anni, al prestigioso Teatro Reale di Arte Drammatica di Stoccolma, esordisce subito in teatro e a 23 anni debutta nel cinema svedese, dove prende parte in una quindicina di produzioni nazionali, fin quando, notata dagli americani, si trasferisce negli USA. Nel 1943, firma un contratto con la RKO per poi passare alla M-G-M fino al 1946. Inizialmente è contesa da un po' tutti gli studios, dalla Paramount alla 20th Fox; i produttori, viste le sue origini, pensano di farne la nuova Greta Garbo o una novella Ingrid Bergman, ma i risultati, malgrado un inizio incoraggiante, non portano alle attese. Dopo la buona prova offerta nella comedy-fantasy di Ernst Lubitsch, Il cielo può attendere del 1943, l'anno seguente è nel cast di La storia del dottor Wassel, kolossal bellico-spionistico di Cecil B. DeMille e di seguito è al fianco di Spencer Tracy nel drammatico La settima croce. E' da applausi nel ruolo di una spia nazista in La casa della 92ma strada (1945), al contrario appare fuori parte in Uno scandalo a Parigi (1946) e addirittura ingombrante nel noir Doppia vita (1947). Dopo aver interpretato una parte secondaria in La rivolta (1950) passa alla televisione, dove lavora assiduamente. Alterna l'attività sul piccolo schermo con il ritorno al teatro e dopo vari tour sui palcoscenici in giro per America e Europa, special modo in Inghilterra con breve ritorno in Svezia, si esibisce a Broadway - già presente nel 1941 in 'Golden Wings' - per tre volte in annate successive dal 1950 al 1956, con ottimi risultati nel dramma 'Edwina Black' e nella commedia 'The Apple Cart'. Torna al cinema negli anni '70, prima nell'horror Un rantolo nel buio (1973) e successivamente nel brillante L'uccello tutto nero (1975). Nel 1986, contrae un cancro ai polmoni che la costringe al ritiro. Nel 2000, malgrado la malattia in stato avanzato, accetta un ruolo nella pessima commedia One Hell of a Guy, suo ultimo lavoro. Muore due anni dopo. La sua data di nascita è da molti riportata nel 1915, ma il 1910 è l'anno citato sui documenti ufficiali. Inizialmente sposata con il direttore della fotografia Harry Hasso, dal quale prese il cognome - non quindi uno pseudonimo - un figlio, Henry, deceduto nel 1954 in un incidente automobilistico. Dopo il divorzio si unisce all'attore William Langford, morto nel 1955.










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