Giulio Cesare
(1953, Julius Caesar)
Il principe studente
(1954, The Student Prince)
Sinuhe l'egiziano
(1954, The Egyptian)
Athena e le 7 sorelle
(1954, Athena)
Il figliuol prodigo
(1955, The Prodigal)
Il ladro del re
(1955, The King's Thief)
L'ora del delitto
(1956, Strange Intruder)
Erode il grande
(1959)
L'ultimo Zar
(1960, Les Nuits de Raspoutine)
I cosacchi
(1960)
Salambò
(1960)
La furia dei barbarii
(1960)
Solimano il conquistatore
(1961)
Lafayette, una spada per due bandiere
(1961, La Fayette)
Nefertiti, regina del Nilo
(1961)
L'ultimo dei vikinghi
(1961)
Una Rolls-Royce gialla
(1964, The Yellow Rolls-Royce)
L'uomo che ride
(1966)
Il corsaro nero
(1971)
I padroni della città
(1976)
I cavalieri che fecero l'impresa
(2001)










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Il suo nome completo era Edmund Anthony Cutlar Purdom. Attore inglese proveniente dal teatro, assoluto dominatore del kolossal in costume, quotato solo inizialmente nella cinematografia americana e troppo presto messo ai margini dall'implacabile macchina hollywoodiana. Di notevole cultura, studia dai gesuiti al St Ignatius' College e in seguito dai benedettini al Downside School. Elegante e dall'espressione visiva spesso accigliata o pensierosa, bruno con lineamenti perfetti, dotato di ottimo timbro vocale, figlio di un recensore teatrale, inizia l'attività artistica proprio in teatro nel 1945, dove interpreta lavori di Shakespeare (Romeo e Giulietta) e Molière (Il malato immaginario). Giunto nella compagnia di Laurence Olivier, compie numerose tournée in giro per il mondo sino ad arrivare a Broadway nei primi anni '50. Attratto dal cinema, si stabilisce a Hollywood e nel 1953 La Metro Goldwyn Mayer (e non la Warner Bros, come erroneamente più volte riportato da compendi specializzati) lo mette sotto contratto. Fa il suo esordio nel ruolo secondario di Stratone nel kolossal Giulio Cesare di Joseph Leo Mankiewicz, opera shakespeariana da lui già interpretata in Inghilterra nel 1951 per la BBC nella parte di Metello Cimbro. Come da prassi negli scambi tra uno studio e l'altro, l'anno seguente è "prestato" alla Fox per sostituire Marlon Brando nel ruolo di protagonista in Sinuhe l'egiziano, film storico complesso, dove eccelle per maturità interpretativa. L'inflessione dialettale fortemente inglese lo porta ad interpretare personaggi di stampo europeo o, spessissimo, di natura storica. Prova nel musical e ottiene grande successo prima con Il principe studente e subito dopo con Athena e le 7 sorelle; ma l'anno seguente torna al film in costume, prima al fianco di Lana Turner in Il Figliol Prodigo (1955), poi ancora da primo attore nell'avventuroso Il ladro del re. Nel 1956 esula dal genere a lui più congeniale per affrontare il dramma nella parte di un reduce della guerra di Corea in L'ora del delitto, dove recita al fianco di Ida Lupino, ma senza incidere particolarmente. Quando negli USA, il kolossal in costume inizia la strada del declino e, al contrario in Europa, si afferma attraverso il 'peplum', l'attore decide di tornare nel vecchio continente, richiesto da produzioni spagnole, francesi e soprattutto italiane. Proprio nel cinema italiano, dal 1960 e per un quinquennio, ha modo di rimettersi in gioco nei kolossal nostrani, film qualitativamente scarsi ma assai apprezzati dal pubblico di allora. E' così che affronta una rinascita artistica con tutta una serie di prodotti che si riassumono attraverso Erode il grande, L'ultimo zar, I cosacchi, Salambo, La furia dei barbari, L'ultimo dei vichinghi, La Fayette, Solimano il conquistatore, Nefertiti, regina del Nilo e Il corsaro nero. Nel 1970, si stabilisce definitivamente a Roma, città che ama; continua a lavorare anche per la TV e nel 1988 è presente nel cast di 'Don Bosco', film-tv prodotto da Rai Uno. Nel 2001 appare sul grande schermo per l'ultima volta in I cavalieri che fecero l'impresa di Pupi Avati. Muore nella città eterna il 1 Gennaio 2009. Quattro matrimoni sfociati con tre divorzi: inizialmente con Alicia Darr, poi, dopo la seconda separazione con la ballerina Anita Phillips (due figli, Lilan e French) sposa Linda Christian, già moglie di Tyrone Power e madre di Romina, unione che scatenò vibranti reazioni di carattere morale; ultimo matrimonio con la fotografa Vivienne.










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