La vita è meravigliosa
(1946, It's a Wonderful Life)
Odio implacabile
(1947, Crossfire)
Hai sempre mentito
(1949, A Woman's Secret)
Il diritto d'uccidere
(1950, In a Lonely Place)
Il più grande spettacolo del mondo
(1952, The Greatest Show on Earth)
L'avventuriero di Macao
(1952, Macao)
So che mi ucciderai
(1952, Sudden Fear)
Il bruto e la bella
(1952, The Bad and the Beautiful)
Salto mortale
(1953, Man on a Tightrope)
Il grande caldo
(1953, The Big Heat)
La bestia umana
(1954, Human Desire)
Anatomia di un delitto
(1954, Naked Alibi)
La tela del ragno
(1956, The Cobweb)
Nessuno resta solo
(1955, Not as a Stranger)
Oklahoma!
(1955)
Strategia di una rapina
(1959, Odds Against Tomorrow)








OSCAR
Il bruto e la bella
(non protagonista)


NOMINATION ALL'OSCAR
Odio implacabile
(non protagonista)


GOLDEN GLOBES
Il bruto e la bella
(nomination)




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Il suo vero nome era Gloria Hallward. Proveniente dal teatro, dove recita sotto gli insegnamenti della madre gią dal 1935, dopo gli studi alla Hollywood High School, si trasferisce a New York. È scoperta dal patron della M-G-M Louis B. Mayer, il quale dopo averla ammirata a Broadway, nella piéce ´A Highland Fling´, non perde tempo a convincerla, offrendole un contratto a gratifica settimanale (circa 300 dollari) con la majors. Bionda e affascinante, dall'espressione fatale, sembra fatta apposta per il noir, dove riesce ad intercalare i vincoli legati alla donna seduttrice. È perfetta, dopo l'ottima prova d'esordio in La vita è meravigliosa di Frank Capra, nel nero Odio implacabile e nel 1950 si fa apprezzare in Il diritto di uccidere, ma è nel 1952 che dà il meglio di se stessa con la superba interpretazione in Il bruto e la bella, dove vince l'Oscar come miglior attrice non protagonista. Questo periodo è per lei il più fortunato e redditizio, anche se non riesce a sfondare da vera vamp nel firmamento hollywoodiano, probabilmente perchè sempre identificata a personaggi subdoli, mai accostata a ruoli centrali, continuativamente affidati a soggetti di personalità bonaria. Offre tuttavia una serie di prestazioni più che convincenti; dal kolossal demilliano Il più grande spettacolo del mondo, a tutta una serie di produzioni drammatiche come L'avventuriero di Macao, Il grande caldo, La bestia umana, Anatomia di un delitto, La tela del ragno, Nessuno resta solo e Oklahoma!. Dall'inizio degli anni '60, per sua precisa scelta lascia il cinema, se non con qualche rientro sporadico, per tornare al teatro e continuare la sua attività in televisione. Muore di cancro allo stomaco nel 1981. Sposata quattro volte con altrettanti divorzi: inizialmente legata all'attore Stanley Clements, poi al regista Nicholas Ray (un figlio, Timothy), allo sceneggiatore Cy Howard (una figlia, Marianna Paulette) ed infine all'attore Anthony Ray (due figli, Anthony jr. e James), figlio del regista Nicholas Ray, suo ex secondo marito, il quale lo ebbe in nozze, prima dell'unione con la Grahame, da Jean Evans. Tra un matrimonio e l'altro, è stata amante dell'attore Jack Palance, dei produttori Rod Amateau e George Englund, dello sceneggiatore Stanley Rubin.










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