Sin dall'epoca del muto e poi con l'avvento del sonoro, tutti i film furono realizzati negli immensi stabilimenti di Hollywood; ma è doveroso sottolineare come nei primi anni del '900 fu l'Europa a dettar legge nel cinema, specialmente per le grandi produzioni. Italia, Germania e Danimarca imperversavano con i film di genere storico e in costume; a questi, in breve tempo si unirono Francia, Inghilterra e poi anche la Russia. Gli USA presero notevoli spunti dai film prodotti nel vecchio continente, e particolarmente su ciò che riguarda le tecniche realizzative. Hollywood lanciò lo Studio-System che permetteva alle case produttrici di allinearsi attraverso i generi cinematografici più richiesti dal pubblico. Una vera competizione tra studios, che si combattevano l'uno contro l'altro sempre nel tentativo di superarsi attraverso film di grande impatto. Con la Prima Guerra Mondiale, il cinema europeo entrò in crisi e il "grande spettacolo", come si era soliti definirlo, cessò di esistere, almeno per buoni trent'anni, per poi riprendersi in tono modesto quando tutto il budget era ormai nelle mani dei produttori americani. Mentre la Cinès in Italia e più tardi anche la potente UFA in Germania, cominciavano a perdere colpi, in California nascevano le più autorevoli compagnie cinematografiche, spesso frutto di unioni e apparentamenti tra produttori di gran nome ed economicamente potenti.
Metro-Goldwyn-Mayer, 20th Fox, Paramount, RKO e Warner Bros erano all'apice della potenza produttiva cinematografica. Denominate "The Big Five", la loro forza economica era costituita dalle proprietà delle sale che gli permettevano grossi introiti per poter poi produrre in continuazione film da esportazione; praticamente un rullo motore simile a una catena di montaggio. A ruota, altre tre case produttrici - United Artist, Universal e Columbia - ribattezzate le mini-majors, seguirono l'esempio delle cinque più importanti e pur non essendo alla pari nel livello economico perché sprovviste di proprie sale da poter gestire, riuscirono comunque a stabilizzarsi in una certa posizione del mercato cinematografico.
La rilevanza del film era dettata, non dagli attori o dal regista, ma dalla casa produttrice, unica vera e incontrastata star. Il lancio, i manifesti e altri strumenti pubblicitari, avevano sempre inciso a caratteri cubitali la scritta: "E' un film Paramount" oppure "E' un film MGM" e così via. Poi, con l'avvento dello Star-System gli atteggiamenti cambiarono, ma solo esteriormente, nella forma, perché la sostanza era sempre la stessa. A rimorchio di queste grandi case produttrici c'era il cinema minore, l'indipendente, che si reggeva attraverso le Minors, quegli studi non faraonici che producevano tutta una serie di film soprannominati b-movies, ma che poi, nella realtà, spesso non avevano nulla da invidiare ai prodotti di seria A. Ad esempio Edison, Biograph, Monogram, Hal Roach, Selznick Studios e Republic erano tra le minors di rilievo.
Oggi, tutto ciò che ha rappresentato una generazione intera del cinema americano e non, è cessata di esistere. Questi studios sono ormai pressoché scomparsi, fusi tra loro o sostituiti da multinazionali straniere che hanno assorbito anche centinaia di milioni di dollari accumulati in debiti dalle precedenti compagnie.


Questa sezione accompagna, in un breve riassunto, la singola storia degli Studios più importanti, a partire dalle otto Majors hollywoodiane più famose. Di seguito le Minors e gruppi indipendenti con panoramica finale sulle maggiori case di produzione europea, con specifico riguardo per Italia, Germania, Francia, Russia, Danimarca e Inghilterra. Non sono prese in considerazione le compagnie cinematografiche contemporanee.




M-G-M

20th Fox

Paramount

RKO

Warner B.




Universal

United Artists

Columbia




Republic

Monogram

Selznick

Biograph

Essanay

Kalem

Hal Roach

F. Players

Triangle

Selig

Nestor




Itala Film

Cines

Lux Film

Scalera

Titanus

Cineriz




UFA
(GER)

Pathé
(FRA)

Gaumont
(FRA)

Nordisk
(DAN)

London
(ING)

Mosfilm
(URSS)







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